Giulia e Nicola

21 maggio 2016

La Storia

Loro sono degli amici di vecchissima data di mio marito, poi diventati anche miei perché comunque abbiamo trovato subito un grandissimo legame.

Quando mi chiamano, lo fanno praticamente ad una settimana dal matrimonio, in pochissimo tempo ci mettiamo d’accordo sul tipo di scatti da fare e sulla quantità.

Parliamo un po’ dell’organizzazione ma essenzialmente trovo che diventa tutto molto semplice.

Hanno un bambino quindi mi fanno capire, che non hanno tanto tempo per le foto di rito e voglia di pensarci troppo, ma io non demordo perché so comunque che ad una coppia fa molto piacere.

Comunque con queste basi capisco che la cosa migliore è puntare su uno stile reportage libero, con l’aggiunta di pochi posati.

cerimonia in comune a mestre e poi diritti in ristorante.

Il servizio

Il giorno comincia subito male perché appena arriviamo in comune, io e mio marito, vediamo una sposa uscire e ci prendiamo male perché pensiamo che siano loro e invece non così.

Dopo pochi minuti arriva tutta il “gruppo vacanze” degli sposi, di una simpatia indescrivibile.

Io cerco di seguire alla lettera il mio progetto, reportage libero, cercando attimi unici e spontanei da parte di invitati e parenti.

La cerimonia dura relativamente poco, ma tutto sommato, riesco a prendere i punti salienti della cerimonia.

Ci spostiamo in ristorante, molto carino perso per le campagne tra venete.

Lentamente mi accorgo che anche se avessi voluto portarli in un posto carino e romantico (anche dei campi coltivati o qualcosa del genere) non avrei potuto esche non c’era assolutamente nulla.

Così, quando comincia il pranzo comincio a pensare cosa avrei potuto fare per risolvere il problema.

Per tutto il pasto, tra una foto e l’altra, continuo a pensare a come realizzare il servizio dei loro sogni e realizzare un servizio degno di un ricevimento di nozze.

Alla fine, il colpo di genio arriva, se chiudo il diaframma e li butto sotto il sole delle 15:00 forse ho una speranza, così faccio e così faccio scomparire ogni cosa dello sfondo.

Più avanti avevo visto un piccolo sfondo carino con un po’ di verde e una parte che sembrava un gazebo, così mi decido e concludo il servizio.

Tutte le foto dopo, fanno parte di un servizio di reportage puro realizzato all’insaputa di sposi e invitati.

La loro cordialità e il loro affetto, mi hanno aiutato a realizzare un servizio più vero, più intimo  e completo, permettendomi anche di osare e di conoscere persone nuove.

Il risultato

Quando ci siamo visti dopo il matrimonio ho consegnato 20 foto con post-produzione avanzata e 150 in hd su chiavetta e CD.

Con l’occasione abbiamo parlato dell’album e ho realizzato il modello nuovo a fogli , in stile port-folio componibile, nel senso che volendo aggiungere delle foto, si può fare tranquillamente.